“Di faccia c’era un monte pelato e brullo, di un brutto colore grigiastro, senza segno di coltivazione; né un solo albero: soltanto terra e pietre battute dal sole. In fondo scorreva un torrentaccio, la Gravina, con poca acqua sporca e impaludata fra i sassi del greto. Il fiume e il monte avevano un’aria cupa e cattiva che faceva stringere il cuore. La forma di quel burrone era strana; come quella di due mezzi imbuti affiancati, separati da un piccolo sperone e riuniti in basso da un apice comune, dove si vedeva, di lassù, una chiesa bianca, Santa Maria de Idris, che pareva ficcata nella terra.


Questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano Sassi: Sasso Caveoso e Sasso Barisano. Hanno la forma con cui a scuola immaginavamo l’inferno di Dante. ……..Dentro quei buchi neri, dalle pareti di terra, vedevo i letti, le misere suppellettili, i cenci stesi. Sul pavimento stavano sdraiati i cani, le pecore, le capre, i maiali. Ogni famiglia ha, in genere, una sola di quelle grotte per tutta abitazione e ci dormono tutti insieme, uomini, donne, bambini e bestie. Così vivono ventimila persone….”

Da “Cristo si è fermato ad Eboli”, Carlo Levi Torino 1945

 

 

 

 

 

« La città è di aspetto curiosissimo, viene situata in tre valli profonde nelle quali, con artificio, e sulla pietra nativa e asciutta, seggono le chiese sopra le case e quelle pendono sotto a queste… I lumi notturni la fan parere un cielo stellato.»
(Giovan Battista Pacichelli)

 

……. Chiunque veda Matera non può restarne colpito, tanto è direttamente espressiva e toccante la sua dolente bellezza.
( Carlo Levi, 1952 )

 

Alcune parti della città sono antiche di duemila anni e assomigliano tantissimo al paesaggio che doveva esserci in Giudea. ……..Abbiamo fatto molto affidamento sulla vista che si aveva lì.La prima volta che ho visto Matera, ho perso la testa,perché era semplicemente perfetta.
( Mel Gibson, 2003)

E’ un continuo variare di luci e di ombre, è un gioco pittoresco di colori, è un miscuglio di strade, di parapetti, di archi, di davanzali, di comignoli, di balconi, di mensole, di logge, in cui invano cercheresti una simmetria, un allineamento, un ordine qualsiasi. E su questa grande scena si agita la vita…..
( Carmelo Colamonico, 1927 )

“…se vi verrà fatto di scendere per una delle lunghe scale tagliate nel tufo calcareo in uno dei due baratri, non vi basterà una giornata intera e due vi sembreranno anche scarse ad una curiosità che a mano a mano si farà sempre più esigente.”

( Giuseppe Isnardi, 1953 )

 

ortegaNon è che io amo Matera, ma in essa ho trovato la radice cosmica dell’uomo. L’eco che si avverte nelle sue Gravine è quello che si perpetua da quando l’uomo si è insediato in questo luogo. …
Già nei volti stessi degli uomini che sostano nella piazza si può leggere un passato nobile.
( Josè Ortega )

 

 

 

 

“ Delle città in cui sono stato, Matera è quella che mi sorride di più, quella che vedo meglio ancora, attraverso un velo di poesia e di malinconia.” ( Giovanni Pascoli, 1884 )

E nella esaltazione della lettura del Vangelo, mi è venuta tra l’altro l’idea di farne un film
Scartata la Palestina perché territorio ormai decomposto e irriconoscibile, il luogo cercato dal regista – il luogo dove esiste “il sole, il sole vero, il sole ferocemente antico” – risultò Matera, con i suoi Sassi ed il suo altopiano murgiano.
( Pier Paolo Pasolini, 1963 )

“Matera: una città straordinaria…Sembra che ci si affacci a un sottosuolo scoperchiato e abitato, che nell’insieme forma una città maggiore.
Una tale adunanza di semicarvenicoli, in cui si prolunga senza soluzione di continuità l’esistenza dalla preistoria, non ha paragoni in Europa,
ed è tra i paesaggi italiani che generano più stupore”.

( Guido Piovene, 1957 )

 

“L’uomo delle stelle” fu un film felice, gioioso nella realizzazione. Il set è stato semplice, gioioso, sempre con tutti questi non-attori.
( Giuseppe Tornatore )